BECAUSE A SHAMISEN INSTEAD OF AN ELECTRIC GUITAR

PERCHÉ UNO SHAMISEN INVECE DI UNA CHITARRA ELETTRICA

ПОЧЕМУ ОДИН ШАМИСЕН ВМЕСТО ЭЛЕКТРИЧЕСКОЙ ГИТАРЫ

Maiko

Frequentare la scuola superiore e contemporaneamente studiare il dialetto di Kyoto; andare in discoteca per il compleanno di una compagna di classe e saper ballare le danze tradizionali giapponesi; ascoltare mentre si va a scuola il rock e imparare a suonare non la chitarra elettrica ma  lo shamisen: questi sono i primi passi di una futura geisha, chiamata maiko.

Non era decisamente così tra l’XVII e XVIII secolo, quando le maiko erano giovanissime donne addette al servizio nelle case del tè dei santuari di Kitano e di Yasaka.

Attending high school while studying Kyoto dialect; going to the disco for a classmate’s birthday and knowing how to dance traditional Japanese dances; listening to rock music while going to school and learning how to play the shamisen rather than the electric guitar: these are the initial steps in the life of a trainee geisha (maiko).  

It was not exactly like this between the XVII and the XVIII centuries when maiko were young girls serving tea in Kitano and Yasaka shrines.


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BECAUSE CHIESA DI OGNISSANTI AT CUTI IS THE CROSSROAD OF PAGAN RITUALS AND MYSTERIES

PERCHÉ LA CHIESA DI OGNISSANTI DI CUTI È CROCEVIA DI RITI PAGANI, STREGHE E MISTERI

ПОЧЕМУ ЦЕРКОВЬ В КУТИ ПЕРЕКРЁСТОК ЯЗЫЧЕКИХ ВЕДЬМЕЙ, ОБРЯДОВ И ТАЙН

Cuti

L’abbagliante sole della Puglia si riflette sulle pietre calcaree bianche, levigate e squadrate di un capolavoro dell’arte romanica che si trova quasi nascosto nelle campagne tra Capurso e Valenzano.  È la Chiesa di Ognissanti di Cuti, quel che resta di un complesso monastico benedettino risalente all’XI secolo, appartenente ai possedimenti della Basilica di S. Nicola di Bari. Tra i vigneti e gli uliveti circostanti, si staglia la curiosa e inusuale forma a piramide delle tre cupole in asse dell’abazia, la cui forma richiama i trulli di Alberobello. L’edificio si trova in un luogo insolito, avvolto da un silenzio misterioso, dal sapore medievale, che lambisce la campagna circostante e che rende suggestive le leggende che lo accompagnano.

The dazzling sunlight of Puglia (Apulia - Italy) shines on the white smooth squared limestone of Chiesa di Ognissanti, a masterpiece of Romanesque art hidden in the countryside between Capurso and Valenzano. The church is what is left of the XI century Benedictine monastery that was part of the estate of Basilica di S. Nicola in Bari. The unusual pyramid shape of the three cupolas of the abbey – which shape reminds us of the Alberobello trulli – rises amid the surrounding vineyards and olive groves. The building is an unusual mysterious place, wrapped in silence, in a medieval atmosphere that spreads to the surrounding fields, enhancing the legends about it. 


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BECAUSE A DINNER WITH RELATIVES DOES NOT ALWAYS MEAN FAMILY

PERCHÉ UNA CENA TRA PARENTI NON SEMPRE VUOL DIRE FAMIGLIA

the dinner

Uscito a maggio, sotto silenzio per la verità, The dinner con Richard Gere e Steve Coogan nei ruoli principali è un ennesimo adattamento, dopo l'italiano I nostri ragazzi con Alessandro Gassmann e Salvatore Lo Cascio, del romanzo austriaco La cena di Hermann Koch (2009).

La trama è piuttosto semplice perché ruota intorno a una cena che annualmente due fratelli e relative consorti consumano in uno dei più esclusivi ristoranti della città spesati dal più ricco dei due germani.

Dietro questa apparentemente innocente riunione di famiglia si consuma il dramma dei figli delle due coppie apparentate tra loro, ragazzi cresciuti nel benessere che non danno importanza alla vita altrui arrivando a compiere un atto atroce senza il minimo pentimento o riflessione.

A differenza della pellicola italiana che parte dalla cena per analizzare in maniera più capillare il crimine commesso dai ragazzi, il film americano, diretto da Oren Moverman, a parte alcune analessi che spiegano l'antefatto e l'atteggiamento bizzarro di uno dei due fratelli, si concentra maggiormente sulla cena e sui tesissimi rapporti che i quattro convitati, già maldisposti inizialmente, sviluppano nel corso della serata malgrado tutto intorno a loro sia predisposto per godimento e benessere.

Sia Koch che i registi delle due pellicole ad esso ispirate hanno posto l'accento sulla ipocrisia di molte relazioni familiari e sulla conseguente “mala educaciòn” dei figli di una certa borghesia poco avvezza ai sentimenti e molto basata sull'apparenza, si pensi alle tavolate natalizie da pubblicità così piene di finto buonismo e spesso oggetto della sferzante satira di molti registi e scrittori. Perché purtroppo una cena tra parenti non sempre vuol dire famiglia.

Released in May, in silence for the truth, The dinner with Richard Gere and Steve Coogan in the main roles is yet another adaptation after the Italian Our Boys with Alessandro Gassmann and Salvatore Lo Cascio of the Austrian novel The Dinner by Hermann Koch (2009).

The plot is quite simple because it rotates around a dinner that annually two brothers and their wives consume in one of the most exclusive restaurants in the city spended by the wealthiest of the two grooms.

Behind this seemingly innocent family reunion is the drama of the children of the two pairs that appear among themselves, well-educated children who do not give importance to the life of others by coming to an atrocious act without the slightest repentance or reflection.

Unlike the Italian film  which starts from dinner to more accurately analyze the crime committed by the boys, the American film directed by Oren Moverman, apart from some analyses that explain the antecedents and the bizarre attitude of one of the two brothers, focuses more on dinner and on the very strong relationships that the four participants, already misunderstood initially, develop during the evening despite all around them being prepared for enjoyment and well-being.

Both Koch and the filmmakers of the two films inspired by him have put the emphasis on the hypocrisy of many family relationships and the consequent poor education of the children of a certain bourgeoisie who is less than used to feelings and very much based on appearance, let's think of the Christmas table in  advertisings so full of fake cheerfulness and often the object of the haunting satire of many directors and writers. Because unfortunately a dinner with relatives does not always mean family.


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BECAUSE GEISHA NEVER DIE OUT

PERCHÉ LE GEISHA NON SI ESTINGUONO

ПОЧЕМУ ГЕЙШЕ НЕ ВЫМИРАЮТ

geisha historical shooting

Talvolta il mondo delle donne si rivela un mondo a sé: quando si schiude diffonde un’atmosfera surreale, come sanno dimostrare le geisha. Film famoso a parte, su cui sono stati avviati addirittura procedimenti penali, questa misteriosa figura giapponese ha sempre suscitato un interesse particolare. Eppure di donne che cantano e danzano in occidente ce ne sono tante e anche molto brave.

Ma mentre da un lato si assiste ad un numero crescente di ballerine sempre più spogliate e cantanti sempre più aggressive e sexy, in Giappone, nel silenzio di una sala da tè si dipana il grande enigma di donne che si esercitano per anni anche nell'arte del conversare con grazia, nella composizione di poesie e nello scommettere su ciò che di più prezioso può sviluppare una donna: il fascino.

Sometimes, the world of women turns out to be a world in itself: when it opens up, it diffuses a surreal atmosphere, as geisha clearly demonstrate. Such mysterious Japanese women have been the focus of much interest, not only because of the famous movie against which criminal proceedings were started. Yet, in the Western world, many women can sing and dance very well.

While, on one hand, an increasing number of showgirls dance almost naked and sing in a sexy and aggressive manner, in Japan, mysterious women perform in silent tearooms. Such women have been training for years in the art of conversing gracefully, of writing poems. They have learned that they should bet on their charm, the most precious trait a woman can develop.


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BECAUSE A QUEEN NEVER LOSES HER CHARM

PERCHÉ UNA REGINA NON PERDE MAI IL SUO FASCINO

Rose

Una regina dal fascino intramontabile? Sicuramente la Rosa. Tra i fiori è la più apprezzata, amata, coltivata, ammirata. A maggio i suoi boccioli si schiudono meravigliosamente in una splendida spirale di petali dei più diversi colori, catturando lo sguardo con la loro maestosa bellezza e l’olfatto col loro leggero profumo. Di certo chi possiede un giardino o un ampio terrazzo prima o poi soggiace al loro fascino e finisce per piantarne qualcuna. La scelta è vastissima, dato che esistono centinaia di varietà diverse per colore, portamento, forma del fiore, numero dei petali, profumo: rampicanti, rifiorenti, sarmentose, tappezzanti, polianta, a grandi fiori, a cespuglio, lillipuziane! Ce n’è per tutti i gusti e per tutte le esigenze, per formare siepi e bordure, creare fantastici archi fioriti, tappezzare zone brulle, nascondere vecchi muri o alberi morti, colorare angoli del giardino o del terrazzo, raccogliere grandi fiori da godersi in casa.

A queen of timeless charm? Definitely the Rose. Among the flowers is the most appreciated, loved, cultivated, admired. In May, her buds marvelously are opening in a gorgeous spiral of petals of the most diverse colors, catching the look with their majestic beauty and smell with their light scent. Certainly those who own a garden or a large terrace sooner or later suffer from their charm and end up planting some. The choice is vast, given that there are hundreds of different varieties for color, bearing, flower shape, number of petals, perfume: climbering, ribbon, shrubbery, big flowers, bush, lillipuzian! You can pick and choose and needs, to form hedges and borders, to create fantastic flower bows, to embellish barren areas, to hide old walls or dead trees, to color corners of the garden or terrace corners, to collect large flowers to enjoy in house.


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