BECAUSE NOTES CAN BE POETRY 

PERCHÉ GLI APPUNTI POSSONO ESSERE POESIA

First novel written by Gaetano Benedetto, it is a story about youth and its precariousness, but it is even a good example of how words and notes can become poetry.

Il primo romanzo di Gaetano Benedetto “La pazienza dell’esposimetro”, edito da Falvision, vincitore del concorso letterario per giovani emergenti Building Apulia 2013, è la cronaca di una e più storie:  una malattia, quella di Giovanni, i pensieri, le azioni e le omissioni di un gruppo di amici, le loro vite precarie.

Il protagonista e voce narrante è Mattia, un giovane sceneggiatore barese in cerca di una  casa cinematografica, diviso tra una storia d’amore importante interrotta e una relazione non altrettanto forte. Sullo sfondo, ma non troppo, gli amici di sempre, l’incontro con l’amico ammalato ricoverato a Bologna.

Il romanzo si snoda in un arco temporale breve nel caldo agosto 2008 con un capitolo introduttivo  antecedente di un lustro.

Seguendo forse inconsciamente le regole dettate da Aristotele, ogni capitolo fa capo a una giornata e a un’ora ben stabilita, ma la durata effettiva delle azioni è solo un componente relativo nella fabula orchestrata da Benedetto.

Il testo del giovane scrittore pugliese supera i limiti  talora imposti da un  testo narrativo “classico”  per sposare con grazia e levità la poesia che già l’autore ha mostrato di padroneggiare ottimamente nella sua prima prova autoriale in una sua silloge (Carta carbone, Falvision, 2013).

Ogni capitolo si chiude con degli “appunti” che magicamente anziché essere scarni sostantivi vergati in memoria di quotidiani gesti sono al contrario pura poesia orchestrati e diretti splendidamente dal loro creatore.

Così, sullo sfondo di una Bari e di una provincia abilmente descritti con quella pazienza che solo un esposimetro deve avere per rendere al meglio ciò che intende catturare, la parola e l’immagine narrata, ma anche mostrata attraverso fotografie in bianco e nero, due non colori che da sempre catturano l’anima più che i particolari di ciò che si intende mostrare, la storia di Mattia e degli altri personaggi prende, interroga, rattrista, in bilico tra quelle vite forse destinate  a perpetua incertezza e nel contempo sicure di dover perdere quella giovinezza che si sperava perenne.

E non  sorprende il  leggere e rileggere quegli appunti di fine capitolo perché gli appunti possono essere poesia.


© Francesca Barile per Because The Style




Photocredits


Paesaggio murgiano

FalVision


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