BECAUSE THEATER IS THE LAND OF TRUTH

PERCHÉ IL TEATRO È IL PAESE DEL VERO

ПОЧЕМУ ТЕАТР СТРАНА ИСТИТЕННОГО 

Il Cuoco Prigioniero 1

“What if we always looked at life through the eyes of children? Was theater born for fun? Or does one  play the actor”? How nice it is to exchange questions. One goes to  NotEventi, the atelier, not only to buy or to rent period costumes for parties, plays or photographs, but also to understand history and the traditions which, throughout the centuries, have left a mark on the way in which we dress as well as on how we understand fashion.

“E se la vita venisse vista sempre attraverso gli occhi dei bambini? Il teatro nasce per gioco? O si gioca a fare teatro”? Com’è bello scambiarsi domande. Nell’atelier di NotEventi non si entra “solo” per comprare o affittare un costume d’epoca per le più svariate occasioni (feste, rappresentazioni teatrali, fotografia) ma anche per “capire” la storia e le tradizioni che, nel tempo, hanno lasciato il segno sul nostro modo di vestirci e di considerare la moda.


В ателере НотЭвенты мы входим чтобы покупать или брать внаём одежду эпохи но и чтобы понимать историю и традиции. Директриса Моника Коччиардо действительно одевала молодых актёров в Форме Театре в Бари (Италия) в “Заключённом Поваре”, репродуцировая одежы XVIII века.

Il Cuoco Prigioniero 2

Once you have gone in, you are immediately taken to a different place in a different century, maybe the Kingdom of Naples under the Bourbon dynasty, while admiring the colors, shapes and laces of XVIII century clothes.

Si entra e si aprono piccoli squarci di mondo, in cui si viene catapultati in un attimo altrove e in un altro secolo, magari nel Regno di Napoli, ai tempi dei sovrani Borbone e ti ritrovi ad ammirare colori, forme e merletti di abiti settecenteschi.


Il Cuoco Prigioniero 3

“One is born actor, but we can be directors and protagonists only if we really want it since ‘to see’ is the same as ‘to turn anything into a play”, Monica Cocciardo, the manager of NotEventi tells us.  And we are talking about actors at Teatro Forma in Bari with “Il Cuoco Prigioniero” (The Imprisoned Cook), where we have watched the performance of some very skillful children aged 8 to 13 wearing her costumes.  Dedi Rutigliano is not only the director, but the inspirer and the driving force of a project in which creativity, study, entertainment and care for details have brought to life on the stage the life of  Totò Sapore who, after freeing himself of royal constraints, creates the inimitable Neapolitan pizza which brings together the nobility and the common people.

“Attori si nasce, registi e protagonisti lo si diventa solo se lo vogliamo. Perché ‘vedere’ è come dire ‘teatralizzare’”, ci racconta Monica Cocciardo, direttrice di NotEventi. E di attori parliamo al Teatro Forma di Bari con “Il Cuoco Prigioniero”, quando abbiamo visto in scena alcuni bravissimi bambini dagli 8 ai 13 anni, vestiti da lei. Quella di Dedi Rutigliano dell’Associazione culturale “In S’cena” non è stata “solo” la regia ma è stata la presenza, l’ispirazione, la forza e la concretezza di un progetto in cui creatività, studio, autenticità, divertimento e attenzione ai particolari hanno dato vita sul palco alla storia di Totò Sapore che, liberatosi delle limitazioni regali, crea l’inimitabile pizza napoletana, punto di raccordo e accordo fra nobiltà e popolo.


The fact that the actors are children is not a problem for either Rutigliano or Cocciardo:  on the contrary, being close and full of enthusiasm, these children  tread the boards wearing the costumes of Marie Antoinette’s age as if they were born with them and Cocciardo has not missed the opportunity to make the “erudite quote” of dressing Pulcinella with costumes reproducing the typical style of that period, as evidenced by the broad collars. 

We’d like to end this short time journey with a literary quote which well suits Cocciardo’s vision: “Theater is not the land of reality: there are cardboard trees,  canvas buildings, glass diamonds, tinfoil gold, the red dot on the cheek, a sun that rises from under the earth.  But it is the land of truth: there are human hearts behind the scenes, human hearts in the theater hall, human hearts on the stage” (Victor Hugo).

Ma il fatto che ad essere gli attori fossero dei bambini non rappresenta né per la Rutigliano né per la Cocciardo un problema: anzi, affiatati e pieni di entusiasmo, queste giovani promesse calcano la scena in riproduzioni del tempo di Maria Antonietta come se ci fossero nati dentro e la Cocciardo certamente non si è fatta sfuggire la “citazione colta” di proporre i Pulcinella con i costumi che davvero ricalcavano lo stile tipico del tempo, come mostrano i loro colletti ampi.

E proprio con una citazione (questa volta letteraria), tanto vicina alla visione della Cocciardo, terminiamo questo piccolo viaggio nel tempo: “Il teatro non è il paese della realtà: ci sono alberi di cartone, palazzi di tela, un cielo di cartapesta, diamanti di vetro, oro di carta stagnola, il rosso sulla guancia, un sole che esce da sotto terra. Ma è il paese del vero: ci sono cuori umani dietro le quinte, cuori umani nella sala, cuori umani sul palco” (Victor Hugo).


Il Cuoco Prigioniero Locandina

© Pitian per Because The Style

traduzione a cura di: Donatella Zepponi

 

 

 

 

 

Photocredits

Umberto Ciccarelli per NotEventi

 

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