BECAUSE WAR IS ALWAYS HARMFUL

PERCHÉ LA GUERRA FA SEMPRE MALE

After the Conference in Bari (Apulia)...

Dopo il Convegno tenutosi a Bari...

Giovanni Lafirenze, a skilled technician in the sector, in his" Deadly slivers" edited by Florestano explains newness and necessity to write about lands mine clearance.

On one side the former war child Giuseppe Castronovo, hit and become disabled in 1944 aged nine by an unexploded bomb and on the other side a 2013 teen ager, the fifteen-year-old Nicolas Marzolino who suffers the same destiny about seventy years after the end of the conflict in Italy.

At a distance of decades after the first and the second world conflicts the unexploded devices are hidden in fields and sea bottoms dumb guarding their charge of death.

Two years later Lafirenze adds another tile in his struggle against the buried war with a beautiful novel The longest night edited by Florestano. Characters guide the reader in the narration telling the events from their own viewpoint. Main character is Giovanni, a sapper who spends summer with his family in a house times ago theatre of sad war events. Between dream and reality, Giovanni, victim of a great accident happened on work lives back what happened in that house. Is it actual? Is it a dream or is it drama as Shakespeare and Pirandello taught?

The fluent and overwhelming narration helps to drive the inner message of the book, basically in the incessant struggle of his author: because war is always harmful even if it is over.

Può apparire strano oggi, nel secondo decennio del secondo Millennio e dopo oltre settanta anni di “non belligeranza” affrontare un tema come lo sminamento dei campi eppure Giovanni Lafirenze, tecnico specializzato nel settore, nel suo "Schegge assassine", edito da Florestano, spiega l'attualità e la necessità con esempi ficcanti.

In prefazione si contrappongono le immagini di due persone diverse per età, da una parte un ex bambino di guerra, Giuseppe Castronovo, colpito e reso invalido nel 1944 all'età di nove anni da una bomba inesplosa e dall'altro un adolescente del 2013, il quindicenne Nicolas Marzolino, che subisce lo stesso analogo destino a quasi settanta anni dalla fine del conflitto nel nostro paese.

Migliaia di bombe sono state lanciate in Italia negli ultimi anni del secondo conflitto mondiale, crudeli ammonimenti lanciati da consapevoli piloti, ciechi seminatori di dolore e morte.

Gli ordigni inesplosi si nascondono in campi e nei fondali marini custodendo muti la loro carica di morte.

A due anni di distanza Lafirenze aggiunge un tassello nella sua lotta contro la guerra sepolta con un bellissimo romanzo “La notte più lunga”, anch’esso edito da Florestano. Sono i protagonisti a guidare il lettore nella narrazione raccontando gli eventi dal loro punto di vista. Il protagonista principale è Giovanni, uno sminatore che passa l'estate con la famiglia in una casa a sua volta teatro di tristi fatti bellici. Tra realtà e sogno, Giovanni, vittima di un grave incidente occorso sul lavoro, rivive quanto accaduto in quella casa. È reale? È sogno? È trascendentale o è teatro come insegnavano Shakespeare e Pirandello?

Narrazione fluida e coinvolgente che aiuta a veicolare il messaggio di fondo del libro alla base della lotta continua del suo autore: perché la guerra fa sempre male anche se è finita.

 

© Francesca Barile per Because The Style

 

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