BECAUSE A SHAMISEN INSTEAD OF AN ELECTRIC GUITAR

PERCHÉ UNO SHAMISEN INVECE DI UNA CHITARRA ELETTRICA

ПОЧЕМУ ОДИН ШАМИСЕН ВМЕСТО ЭЛЕКТРИЧЕСКОЙ ГИТАРЫ

Maiko

Frequentare la scuola superiore e contemporaneamente studiare il dialetto di Kyoto; andare in discoteca per il compleanno di una compagna di classe e saper ballare le danze tradizionali giapponesi; ascoltare mentre si va a scuola il rock e imparare a suonare non la chitarra elettrica ma  lo shamisen: questi sono i primi passi di una futura geisha, chiamata maiko.

Non era decisamente così tra l’XVII e XVIII secolo, quando le maiko erano giovanissime donne addette al servizio nelle case del tè dei santuari di Kitano e di Yasaka.

Attending high school while studying Kyoto dialect; going to the disco for a classmate’s birthday and knowing how to dance traditional Japanese dances; listening to rock music while going to school and learning how to play the shamisen rather than the electric guitar: these are the initial steps in the life of a trainee geisha (maiko).  

It was not exactly like this between the XVII and the XVIII centuries when maiko were young girls serving tea in Kitano and Yasaka shrines.


maiko shooting

Все майко надевают светà и фантазии более эксцентрические чем гейша и их причёска различная, как различный также их тяжёлыи грим от которого выступает красный разрисованных бробей и губы' (чтобы сделать стать соблассительный рот маленькее) и порция затылка(зона сдержанная японским культурой крайне сенсуалный) содержан двумя линями.


Indossano colori e fantasie più eccentriche rispetto alle geisha e la loro acconciatura è diversa, come diverso è anche il loro pesante trucco da cui emerge il rosso delle sopracciglia dipinte e di un labbro (per far apparire la seducente bocca più piccola) e una porzione di nuca (zona ritenuta nella cultura giapponese estremamente sensuale) racchiusa da due linee.

Un pallore che nulla ha a che vedere con quello settecentesco europeo, per cui la pelle doveva essere bianca come quella degli angeli: si giungeva persino ad utilizzare prodotti nocivi per sbiancare la cute. Avere la pelle bianca sia per le dame che per i signori dimostrava di non aver bisogno di andare a lavorare nei campi, quindi di non necessitare di ricorrere ai lavori manuali e compiuti sotto il sole per vivere.

They wear brightly colored kimono and their hairstyle is different from the hairstyle of geisha. They wear heavy make: their eyebrows are colored red as well as their lower lip (so that their seductive mouths appear to be smaller). Two lines enclose a band of bare skin at the back of their heads (Japanese culture regards this area as being very sensuous).  

Their paleness has nothing to do with the paleness that was fashionable in Europe in the XVIII century where the skin had to be as white as the skin of angels: it was common practice to use harmful products to whiten the skin.  Having a white complexion meant for both ladies and gentlemen that they did not have to work in the fields, that they did not need to labor under the sun to earn a living.


Per le maiko, in origine, dipingersi il volto di bianco era un vero e proprio stratagemma, utile  a rendere più visibile il proprio viso in un ambiente in cui si usavano le candele per illuminare le stanze. 

Come piccoli fiori di ciliegio danzano e si muovono nell’oscurità: tema molto amato dagli artisti giapponesi, da Eishi a Utamaro e Hiroshige nonché dalle maiko e dalle geisha. Ecco perché pagare una geisha si dice “pagare per il fiore” (hanadai). La misteriosa bellezza di questi fiori si staglia contro l’oscurità, al termine della quale le maiko rientrano a casa, ponendosi esattamente dove le collocano le xilografie che ritraggono le geisha e il loro mondo, di diretta derivazione cosmologica buddista: ukiyo-e, “stampe del mondo fluttuante”.

 

Maiko started to color their faces white in order to make their faces stand out in candlelit rooms. 

They dance and move around in the darkness like cherry blossoms: Japanese artists, from Eishi to Utamaro and Hiroshige, as well as maiko and geisha are very fond of this theme. This is why hanadai (to pay for the flower) is the Japanese word used for paying for a geisha.  The mysterious beauty of these flowers stands out against the darkness, at the end of which maiko go back home, placing themselves exactly where xylographs portraying geisha and their world place them: ukiyo-e, “pictures of the floating world” (term that derives from Buddhist cosmology).


Un universo paradossale oscillante tra vita e desiderio effimero, tutto racchiuso in ragazze che alle corse con le mitiche Converse oppongono piccoli passi coi tradizionali sandali in legno il cui tipico suono a contatto col suolo, chiamato karankoron, è considerato come uno dei rumori quotidiani che mancano maggiormente ai giapponesi anziani.

A strange world that fluctuates between life and an ephemeral desire; this is the world of girls who walk with short steps wearing traditional wooden sandals, rather than running with legendary Converse sneakers at their feet. The distinctive sound they make when walking (karankoron) is one of the daily noises Japanese old men miss the most.


©  Pitian per Because The Style

Traduzione a cura di Donatella Zepponi

maiko shooting

 

Progetto - Project

Pitian – Because The Style

 

Hair Style & Mua

Nouvelle Esthétique Académie - Bari

 

Tessuti - Drapery

NotEventi

 

Model

Annabella Buonomo

 

Photocredits

Michele Carnimeo

Tiziano Palumbo


PROSSIMAMENTE IL BACKSTAGE E I PARTICOLARI TECNICI DELLO SHOOTING

SOON THE SHOOTING BACKSTAGE AND TECHNICAL SPECIFICATIONS

VIDEO

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