BECAUSE THE MYSTICAL FASCINATION OF EASTERN MAJELLA

PERCHÉ IL FASCINO MISTICO DELLA MAJELLA ORIENTALE

ПОЧЕМУ МИСТИЧЕСКОЕ ОЧАРОВАНИЕ ВОСТОЧНОЙ МАЙЕЛЛЫ

Abbazia San Martino

Una strettissima fenditura tra due pareti di montagna, tanto quanto basta per farci passare un uomo con le braccia aperte; tutt'intorno rocce granitiche, ciottoli e ghiaia crepitanti al passaggio. Ci sono luoghi silenziosi, selvaggi, imponenti, i quali per loro dote naturale affascinano e rapiscono lo spirito, svuotando la mente e riempiendo il cuore, resti di un tempo che non c'è più, luoghi dell'anima appunto.

È quello che avviene al visitatore quando si reca sul versante orientale della Majella, talvolta “trascurato” dai circuiti turistici più consueti. È quello che è avvenuto a noi, quando abbiamo ammirato in questa terra, per la prima volta, l'Eremo dell’Abbazia di San Martino in Valle.

A very narrow rift between two mountainsides, large enough for a man with open arms to go through it; all around granite, stones and gravel that creak under one’s footsteps. There are quite wild grand places that enchant and enrapture one’s soul, emptying the mind and filling the heart, ruins of the past, the places of the soul.

That is what happens when you go to the eastern side of the Majella, which is sometimes “neglected” in standard tours. That is what happened to us when we first admired the Hermitage of the San Martino in Valle Abbey.


Италия - Недалеко от страны Фара Сан Мартино на провинции Киети, мы можем открыть пейзажи побежданы природой историческое убежище отшельников и пастухов.

Здесь один срeдневековый кист, рытый в скале горы, охраняет воспоминание жизни бенедиктииских монахов преданных просьбе и работе в одном мистическом изоляции миром, в котором ветер кажется ещё говорить их хвалы.

Così poco fuori dal paese di Fara San Martino, in provincia di Chieti, non lontano dai pastifici di fama mondiale, una deviazione in discesa porta all'imbocco delle Gole del Fiume Verde. Qui, risalendo a ritroso la valle, ci arrampichiamo sul sentiero e scopriamo paesaggi di struggente bellezza, dominati da una natura mistica, storicamente rifugio di eremiti e pastori.

È la “montagna madre” di cui parlava Plinio il  Vecchio, che protegge e nasconde all'occhio curioso degli umani un eremo benedettino, la cui prima fondazione risale all'829 d.C., in una terra di nobili longobardi, addirittura chiuso da una porta muraria (di cui si scorgono gli antichi resti) all'ingresso del lungo e stretto corridoio di roccia.

Just outside the village of Fara San Martino, in the province of Chieti, not far from the pasta factories that are renowned worldwide, a downhill path leads to the entrance of the Green River Gorges. Going up the valley from there, we climb up the path and discover natural landscapes of heartbreaking beauty, which have been a haven of refuge for hermits and shepherds throughout history.

It is the Mother Mountain mentioned by Pliny the Elder, which protects and hides a Benedictine hermitage from men’s curious eyes. Founded in 829 A.D. in the land of noble Lombards, the hermitage is closed by a door (the ruins of which are still visible) at the entrance of the long narrow rock corridor.


Poi le pareti si allargano improvvisamente e ci ritroviamo davanti ai resti del convento, scavato per metà nella roccia di quella stessa montagna, che sembra voler continuare a proteggerlo dal  mondo. Intuiamo l'antica struttura: il cortile interno, il portico con tre navate scorrette da quattro colonne, il campanile a vela, il portale, la pavimentazione a lastre di pietra, le mura affrescate, l'altare dedicato a San Benedetto.

Ma soprattutto, ciò che si intuisce è il trascorrere della vita dei monaci benedettini dediti alla preghiera e al lavoro, in un mistico isolamento dal mondo che reputavano probabilmente “tremendo e terribile”, in quel silenzio assordante, in cui il vento sembra recitare ancora le loro lodi, in quello slargo inaspettato in cui l'eremo si erge come un guardiano a custodia di un segreto a noi sconosciuto.

The corridor suddenly widens up and we see the ruins of the monastery right in front of us.  The monastery is half dug in the mountain that continues to protect it from the world. We imagine the ancient structure: the inner yard, the porch with three naves supported by four columns, the bell gable, the portal, the stone lab floor, the frescoed walls, the altar dedicated to St. Benedict.

One perceives, above all, the way of life of the Benedictine monks. They devoted their life to studying and working, in a mystical isolation from the world they probably regarded as “terrible and dreadful”, in that deafening silence in which the wind still seems to recite their prayers, in that unexpected open space in which the hermitage stands like a guardian, the keeper of a secret of which we are not aware.


© Lia De Marco per Because The Style

Traduzione a cura di Donatella Zepponi

 

Photocredit

Lia De Marco

 

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