BECAUSE CHIESA DI OGNISSANTI AT CUTI IS THE CROSSROAD OF PAGAN RITUALS AND MYSTERIES

PERCHÉ LA CHIESA DI OGNISSANTI DI CUTI È CROCEVIA DI RITI PAGANI, STREGHE E MISTERI

ПОЧЕМУ ЦЕРКОВЬ В КУТИ ПЕРЕКРЁСТОК ЯЗЫЧЕКИХ ВЕДЬМЕЙ, ОБРЯДОВ И ТАЙН

Cuti

L’abbagliante sole della Puglia si riflette sulle pietre calcaree bianche, levigate e squadrate di un capolavoro dell’arte romanica che si trova quasi nascosto nelle campagne tra Capurso e Valenzano.  È la Chiesa di Ognissanti di Cuti, quel che resta di un complesso monastico benedettino risalente all’XI secolo, appartenente ai possedimenti della Basilica di S. Nicola di Bari. Tra i vigneti e gli uliveti circostanti, si staglia la curiosa e inusuale forma a piramide delle tre cupole in asse dell’abazia, la cui forma richiama i trulli di Alberobello. L’edificio si trova in un luogo insolito, avvolto da un silenzio misterioso, dal sapore medievale, che lambisce la campagna circostante e che rende suggestive le leggende che lo accompagnano.

The dazzling sunlight of Puglia (Apulia - Italy) shines on the white smooth squared limestone of Chiesa di Ognissanti, a masterpiece of Romanesque art hidden in the countryside between Capurso and Valenzano. The church is what is left of the XI century Benedictine monastery that was part of the estate of Basilica di S. Nicola in Bari. The unusual pyramid shape of the three cupolas of the abbey – which shape reminds us of the Alberobello trulli – rises amid the surrounding vineyards and olive groves. The building is an unusual mysterious place, wrapped in silence, in a medieval atmosphere that spreads to the surrounding fields, enhancing the legends about it. 



Церковьв всех святых в Кути (Апулия), это развелины бенедиктинскoго монастиря XI века, который принадлежит владеням Собора Святого Николая в Бари, которой она связывана, по пожилам зона, галерем подземной больше 10 километров между  тайнам, ведьми и  изыческами  обрядам


Chiesa Ognissanti Cuti

Il nome della chiesa, così come quello della strada lungo la quale si trova, via Ognissanti, rivela che in età precristiana si praticavano in questa zona dei riti pagani legati al ciclo delle stagioni, sostituti poi, da festività religiose.

Tra il 31 ottobre e il 1° novembre, in località Cuti si svolgeva una festa per celebrare l’inizio dell’inverno, chiamata in antico celtico Shamain. Il rituale pagano venne poi integrato al culto cristiano di Ognissanti, e ancora oggi, il 1° novembre, a Valenzano, è allestita una grande fiera. Il richiamo ad Halloween è immediato e la località di Cuti gode di una fama sinistra: si dice che sia un luogo infestato dalle streghe. 

Il 1° maggio si festeggiava Beltane, l’inizio della primavera che, avvolta in sensuali nastri colorati, simboleggiava l’amore; tutti gli anni, nella stessa data, ad Ognissanti di Cuti c’è la festa del Passapass, durante la quale, tra cibo e musica, vengono benedetti dei nastrini colorati.

The name of the church, and of the street where it is located – via Oggnissanti – shows that, in the pre-Christian age, pagan rituals linked to the cycle of seasons were performed in this area. Later on, religious festivals replaced the pagan rituals. A festival celebrating the beginning of winter (Shamain was the name of the festival in ancient Celtic) was held between October 31 and November 1 at Cuti. Afterwards, the Christian festivity of Ognissanti (All Saints’ Day) replaced the pagan ritual. Even nowadays, an important fair takes place at Valenzano on November 1. Immediately, Halloween comes to mind and Cuti is perceived as an unearthly place, haunted by witches. 

Beltane, the beginning of spring, was celebrated on May 1. Spring, wrapped up in sensuous multi-color ribbons, was the symbol of love. Every year, on that same date, the festival of Passapass takes place at Ognissanti di Cuti. During the festival, amid food and music, colored ribbons are blessed.


Ognissanti Cuti

Che qualcosa di arcano sia intessuto nella lunga storia di questo edificio, trapela anche dai racconti degli anziani paesani: esisterebbe una galleria sotterranea lunga più di dieci chilometri che collega l’Abazia di Cuti alla Basilica di S. Nicola. Nel tunnel gli abitanti di Capurso avrebbero nascosto una carrozza d’oro utilizzata dai nobili per sfuggire alle aggressioni.

Di tesori nascosti, di ingressi per cunicoli segreti o di resti di rituali pagani non vi è traccia intorno al monastero. L’interno dell’edificio lascia estasiati per la sua bellezza semplice e pura. È un gioiello architettonico assolutamente da scoprire, viaggiando con lentezza lungo il percorso turistico di via Ognissanti sperando, magari, di inciampare in un cocchio dorato.

The stories told by the elders hint to the fact that there is a mystery in the long history of this building: allegedly, a ten-kilometer underground tunnel connects the abbey to the Basilica di S. Nicola.  A legend says that the inhabitants of Capurso used the tunnel to hide a golden coach used by the aristocrats to escape attacks.

There is no sign of hidden treasures, of entrances to secret tunnels, of the remains of pagan rituals around the monastery. The interior of the building is of a ravishing beauty. This architectural masterpiece deserves to be discovered, travelling leisurely along via Ognissanti, hoping to come across a golden coach.


© Antonella Achille per Because The Style

Traduzione a cura di Donatella Zepponi

 

Photocredits

Antonella Achille

 

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